La storia del progetto

Ho costruito
ciò che mi mancava.

ChessNotes non è uno startup, non è un prodotto pensato a tavolino. È lo strumento che volevo per me — e che, non trovandolo, ho deciso di costruire.

L'origine

Tutto parte da un problema.

Gioco a scacchi da quando sono ragazzo. Non sono un maestro, sono uno di quelli — ce ne sono a migliaia — che si trova tra i 1500 e i 2000 ELO, che prende il gioco sul serio, che dedica tempo allo studio ma non ha un allenatore a tempo pieno. Il profilo è riconoscibile: bisogno costante di migliorare il repertorio, ma senza la guida continua di qualcuno che ti dica esattamente cosa studiare.

Per anni ho provato di tutto. Libri spessi che aprivo una volta e poi mai più. Corsi Chessable che iniziavano bene e finivano a metà. PGN sparsi in cartelle che non riaprivo. Study Lichess che condividevo per poi dimenticare dove li avevo messi. Ogni strumento risolveva un pezzo, nessuno chiudeva il cerchio.

Il punto di svolta è arrivato una sera, nel mezzo di una partita online. Ero in una Siciliana Najdorf che avevo studiato tre volte nelle due settimane precedenti. Turno otto: una linea standard. La mossa giusta, la mossa che avevo segnato su tre PGN diversi — non mi veniva. Ho perso la partita in venti mosse. Lì ho capito che il problema non era lo studio. Era che stavo studiando male.

Perché un nuovo strumento

Esistevano già dieci soluzioni.

Chessable è ottimo, ma è costruito attorno ai corsi, e il suo MoveTrainer pianifica i ripassi su livelli fissi invece di adattarsi a ogni posizione. Lichess ha study eccellenti ma nessuno scheduler dei ripassi. ChessBase è potente, ma è un software per database, non un allenamento quotidiano. Anki con gli add-on per scacchi funziona, ma a me richiedeva molta configurazione e manutenzione.

Nessuna di queste alternative riusciva a fare tre cose insieme: farmi costruire il MIO repertorio in un albero visivo, allenarlo con una spaced repetition moderna, chiudere il cerchio con le mie partite reali. Ogni tool era un compromesso — o pagavi, o non c'era FSRS, o non c'era import da Lichess, o mancava l'analisi motore integrata.

Ho aperto un editor di codice nell'estate del 2024. Ho scritto le prime righe di quello che sarebbe diventato il canvas di ChessNotes. L'obiettivo iniziale era ridicolo — un tool solo per me: una scacchiera da cui ramificare e un drill semplice. La portata è cresciuta in modo organico, ogni feature nata da un problema reale vissuto in prima persona.

«Ogni volta che pagavo un corso mi sentivo di studiare il repertorio di qualcun altro. Volevo un posto dove costruire il mio — senza compromessi, senza canoni.»
Dalle note di sviluppo, 2025

Costruito in pubblico

Nessun team, nessun budget.

ChessNotes è uno strumento indipendente. Niente investitori, niente exit strategy, niente piani di crescita imposti. Sono solo io; l'infrastruttura gira su Firebase e Vercel con costi di esercizio minimi. Non c'è nessuno a cui devo dimostrare metriche trimestrali.

Questa indipendenza è ciò che mi permette di tenerlo gratis. Un progetto che non deve generare ROI su un investimento esterno non ha bisogno di costringerti a un paywall. Il core oggi è gratis e intendo mantenerlo così. Se un giorno aggiungerò funzioni davvero complesse (modalità coach multi-player, tornei interni, qualcosa di simile) potrebbe esserci un piano a pagamento opzionale, annunciato in anticipo.

Sto usando ChessNotes ogni giorno per il mio studio personale. Lo uso davvero, non per demo. Quando trovo un bug, lo sistemo. Quando mi manca una feature, la costruisco. L'utente zero sono io e questo significa che il prodotto evolverà verso ciò che serve a chi gioca sul serio, non verso ciò che massimizza un funnel di acquisizione.

Principi

Quattro regole. Quelle con cui lo costruisco.

  1. 1.Gratis significa gratis.

    Nessun limite su repertori, varianti o drill. Editor, ripetizione spaziata FSRS-5, Stockfish, import da Lichess e PGN, repertori e controllo errori dalle tue partite — tutto gratis. Non una prova, non un assaggio. Il core oggi è gratis e intendo mantenerlo così.

  2. 2.I tuoi dati restano tuoi.

    Esporti in PGN standard in qualsiasi momento. Nessun lock-in, nessun formato proprietario. Se domani ChessNotes chiude, il tuo repertorio esce intatto e si apre ovunque.

  3. 3.Meglio strumenti giusti che features gonfie.

    Sei funzionalità coerenti, non sessanta mezze-integrate. Ogni feature è stata aggiunta solo dopo aver vissuto il problema in prima persona — e solo quando una soluzione minimale non bastava più.

  4. 4.Il metodo prima del prodotto.

    Costruisci, allena, gioca, raffini. ChessNotes serve a chi ha già capito che studiare aperture è un processo, non un consumo di contenuti. Se cerchi corsi preconfezionati, Chessable resta la scelta giusta.

Dove sta andando

Il prossimo capitolo.

La roadmap non è un documento di marketing. È una lista di cose che voglio costruire perché mi serviranno: modalità offline completa, drill collaborativo dove due giocatori si interrogano a vicenda.

Sopra tutto questo c'è l'obiettivo di non perdere la semplicità. Ogni feature nuova deve passare il test: serve davvero? La uso io? Rende l'esperienza di studio migliore per chi c'è già, o la complica? Se la risposta è "forse" o "è cool", resta fuori. Meglio una suite essenziale funzionante, che un coltellino svizzero rotto.

Se leggi questa pagina e pensi "è esattamente ciò che mi serve", allora è per te. Se pensi "manca la cosa X", scrivimi — una mail, un messaggio da qualche parte. È così che è cresciuto ChessNotes finora: una persona alla volta che raccontava un problema reale, e una funzione alla volta per risolverlo.

Se anche tu lo volevi,

allora ChessNotes è anche per te. Apri un account gratis, importa il tuo primo study e inizia a costruire sul serio. Se trovi bug, scrivimi. Se manca qualcosa, scrivimi lo stesso.

Francesco Albano

Scacchista e sviluppatore, Italia